Tuesday, 19 December 2017 back

Nature: Ricercatrice del GSSI tra le 10 persone più influenti dell’anno

Per il suo contributo alla ricerca sulle onde gravitazionali, Marica Branchesi, ricercatrice del Gran Sasso Science Institute, è tra le 10 persone più influenti dell’anno secondo la classifica annuale “Ten people who mattered this year” della prestigiosa rivista Nature.

Chiamata “the merger maker”, Marica ha fatto in modo che ricercatori e scienziati internazionali mettessero insieme le proprie competenze e conoscenze consentendo così di arrivare alla nascita della nuova "astronomia a molti messaggeri", che fa uso sia dei tradizionali segnali di onde eletromagnetiche (fotoni) sia dei segnali di onde gravitazionali per studiare in modo nuovo le sorgenti astrofisiche. Da astronoma, Marica lavora da anni all’interno della collaborazione internazionale diLIGO - VIRGO per la rivelazione delle onde gravitazionali. Presidente della commissione di Astrofisica delle onde gravitazionali della International Astronomical Union e membro del Comitato internazionale per le onde gravitazionali, Marica è entrata a far parte della Collaborazione Virgo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nel 2009 ed è oggi ricercatrice e professore associato al Gran Sasso Science Institute. Il suo ruolo è stato quello di favorire l’unione tra l’astronomia osservativa e la fisica strumentale degli interferometri utilizzati per captare le onde gravitazionali, aprendo così la strada alla "multi-messenger astronomy". “È stata la persona chiave che ha messo in comunicazione gli astronomi e i fisici, convincendoli a lavorare insieme” dice Gabriela Gonzalez, fisica alla Louisiana State University e portavoce di LIGO all’interno della collaborazione di LIGO - VIRGO. Fino a qualche tempo fa molti erano scettici sulla possibilità di ottenere risultati importanti dai rivelatori Ligo e Virgo. “Ho dovuto convincere gli astronomi che quello delle onde gravitazionali era un settore di ricerca molto promettente” – ammette Marica. Le capacità diplomatiche e comunicative di Marica sono state vincenti per la scoperta della fusione di due stelle di neutroni annunciata a Washington il 16 ottobre scorso: è riuscita a rendere pubblici in tutto il mondo i risultati dell’importante traguardo scientifico raggiunto da oltre 3500 astronomi e fisici di tutto il mondo. “Sulla mia abilità diplomatica? Questo lavoro mi ha permesso di superare molte sfide personali, come parlare davanti ad un pubblico numeroso – ammette Marica -  nel comunicare con gli altri ho sempre pensato alla scienza e a come in essa ci siano continui scambi di idee e opinioni diverse prima di trovare la soluzione migliore”.

 


 

GSSI Researcher among the 10 people who mattered this year

Marica Branchesi, Professor at the Gran Sasso Science Institute is one of the “Ten people who mattered this year” according to the famous Nature Journal.

 

Called “the merger maker”, Marica is one of the scientists making the most of a historic gravitational-wave event opening the era for multimessenger astronomy. This effort was the result of years of preparation spearheaded by Marica Branchesi, a member of the INFN Virgo collaboration, which operates the gravitational-wave detector in Cascina Pisa, Italy. Branchesi bridged the divide between observational astronomy and the physics-heavy realm of gravitational-wave research — fields that, until recently, had little reason to work together. “Marica has been the key communicator between astronomers and physicists,” says Gabriela González, a physicist at Louisiana State University in Baton Rouge and the former spokesperson for Virgo’s partner, the collaboration that runs the US-based Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO).   Branchesi, an astronomer herself, joined Virgo in 2009. Before this year, many were sceptical that LIGO and Virgo, which had already run for years without a single detection, would find anything. “It was my job to convince astronomers that it was a promising field,” says Branchesi, assistant professor at the Gran Sasso Science Institute in L’Aquila. Branchesi says she began to see attitudes change around 2013, as significant upgrades to the detectors neared completion; these would boost the odds of discovery a thousandfold. Soon dozens of astronomy teams had signed up to receive detection notices from LIGO and Virgo. Branchesi’s diplomatic skills also came in handy when it was time to write up the results of the neutron-star discovery. Of the dozens of papers released on 16 October, one was a summary paper that boasted more than 3,500 authors (B. P. Abbott et al. Astrophys. J. Lett. 848, L12; 2017). Branchesi worked to corral the large group of contributors and ensure that the findings were synthesized fairly. “She played an important role in making sure that all the important results were represented,” says co-author Eleonora Troja, an astronomer at NASA Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland.



Link all’annuncio di Washington sulla scoperta